Correre o camminare?

Quando la velocità fa la differenza

Buongiorno Web Runners!

Oggi approfondiremo un argomento interessante e dibattuto, ovvero l’accesa diatriba tra chi per perdere peso preferisce correre e chi invece è un ferreo sostenitore dell’efficacia della camminata. Con questo articolo andremo a sfatare qualche mito e, speriamo, a porre fine a questo annoso dilemma.

Come spesso accade, per pareggiare i due piatti della bilancia è necessario inserire un terzo elemento di valutazione, dobbiamo quindi definire un parametro di giudizio univoco, ovvero il consumo di calorie.

Anzitutto diamo una definizione alle due pratiche: per corsa si intende un movimento dinamico di spostamento del corpo che prevede una fase di volo, ovvero un momento in cui nessuno dei due piedi tocca terra.

Nella camminata, indipendentemente dalla velocità, non c’è fase di volo. Abitualmente la velocità oltre il quale una persona normale passa dal camminare al correre è di circa 8km/h.

È proprio la velocità a giocare un ruolo da protagonista nella distinzione tra i due tipi di allenamento.

Viene naturale pensare che correre per 10 minuti faccia consumare più calorie rispetto a camminare per lo stesso tempo, ed infatti è così, ma il punto di forza dei grandi camminatori è proprio la resistenza, ovvero la capacità di prolungare l’esercizio molto di più rispetto ad un runner.

A questo punto, se dovessimo misurare l’efficacia dell’allenamento paragonando la stessa distanza percorsa correndo e camminando, quale sarebbe il verdetto? In questo caso l’allenamento avrebbe durata molto diversa, il rapporto potrebbe essere anche del doppio in termini di tempo.

Ebbene, a parità di distanza la variabile che influisce decisivamente nel consumo di calorie è proprio la velocità: anche se durerà di meno, l’attività fisica della corsa a partire da una velocità di 8km/h, ci farà consumare molte più calorie rispetto ad un’attività più prolungata ma meno intensa come la camminata.

Fermi tutti! E se considerassimo il Nordic Walking?

nordic-walking

Beh, in questo caso la questione cambia un po’, perché è dimostrato che il movimento combinato della parte superiore ed inferiore del corpo, aumenti mediamente il consumo calorico di circa il 45%. In questo caso dovremmo quindi considerare la camminata nordica fatta ad un’andatura sostenuta, quasi paragonabile ad una corsa.

Un mito da sfatare riguarda invece il consumo di calorie riferito a ritmi di corsa molto elevati. Studi scientifici dimostrano che aumentare l’andatura ci corsa anche molto al di sopra degli 8 km/h non aumenta significativamente il consumo calorico.

Qual è la conclusione? Se il nostro obiettivo è dimagrire, l’allenamento preferibile tra corsa e camminata è la corsa, molto meglio se fatta ad un’andatura media per almeno 30 minuti.

Non siete ancora convinti? Qualche dettaglio tecnico vi chiarirà le idee.

Sia camminare che correre sono attività aerobiche che aiutano il corpo a bruciare calorie.

Per svolgere qualunque azione il nostro organismo sfrutta una molecola chiamata adenosina trifosfato (ATP). Questo enzima ha la funzione di accumulare energia e di liberarla nel muscolo tramite la contrazione, e quindi il movimento. L’ATP ha bisogno di due tipi di sostanze per la sua sintesi, gli zuccheri (immagazzinati nel fegato e nei muscoli sotto forma di glicogeno) e i grassi, la nostra riserva di energia.

Quando il nostro organismo ha bisogno di energia utilizza inizialmente il glicogeno, perché ha una resa migliore e più immediata rispetto ai grassi, ed è molto più facilmente reperibile, proprio perché si trova già dove serve, nei muscoli e nel sangue.

Il glicogeno però non ha scorte infinite, e quando lo sforzo inizia ad essere maggiore o prolungato, il corpo mette in atto una strategia diversa, ovvero utilizza come carburante i grassi. Questo processo, a differenza del precedente, richiede un apporto di ossigeno importante.

Idealmente, possiamo paragonare queste due dinamiche a due fuochi, uno fatto accendendo fogli di carta, l’altro, ciocche di legno. La carta si infiamma più velocemente e scalda subito, ma si consuma rapidamente; se c’è bisogno di continuità dobbiamo per forza bruciare il legno, ci metterà più tempo ad accendersi ma quando inizierà ad ardere ci scalderà anche quando la fiamma si sarà esaurita.

Per innescare questo meccanismo, ovvero consumare i grassi anziché il glicogeno, dobbiamo arrivare ad una soglia di attività fisica abbastanza elevata, facilmente misurabile in base alla frequenza cardiaca. Il riferimento è circa il 60-70% della frequenza cardiaca massima, anche se ovviamente questo parametro varia in base a molti fattori, tra cui la forma fisica, il sesso, l’età.

Per arrivare a questo livello di “sforzo” serve camminare a passo molto sostenuto per almeno un’ora, da quel momento in poi il corpo utilizza le riserve di grasso per ricavare l’energia che gli serve.

Nella corsa, questo accade molto prima, proprio perché l’intensità dell’esercizio è sensibilmente maggiore.

Quindi, che siate walkers o runners, se il vostro obiettivo è perdere peso, dovete mettere in preventivo di fare fatica, solo così il vostro corpo inizierà a limare le rotondità.

Se invece avete fatto pace con le vostre “abbondanze” e vi piace passeggiare tranquillamente all’aria aperta, avete tutto il nostro appoggio, camminare e guardarsi intorno non può che fare bene sia al corpo che allo spirito.

Buon allenamento Web Runners!

Vi piace questo articolo? Fateci sapere come la pensate o condividete la vostra esperienza! Se avete suggerimenti o richieste siamo a disposizione! Aspettiamo i vostri feedback!

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